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Paolo Laureti racconta le difficoltà del nightriding

Paolo Laureti, ciclista endurance classe 1976, racconta a Elastic Interface® le difficoltà incontrate nella sua lunga carriera. Tra queste, una delle principali è il nightriding, ovvero il pedalare in notturna su strade percorribili anche dalle automobili.
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Paolo offre utili consigli a chi per la prima volta si cimenta con l’ultracycling nelle ore più difficili della giornata: riuscire a mantenere l’attenzione e le motivazioni non è mai facile, e a questo si aggiunge anche l’importanza che va data alla sicurezza, nostra e di chi con noi è sulla strada. Lasciamo ora la parola al nostro ultracycler…

La gestione delle situazioni più difficili: il nightriding

“Nell’ultracycling non mi è bastato solamente pedalare al massimo delle mie capacità: più volte mi è capitato di gestire situazioni molto difficili, come ad esempio il nightriding, ma anche la mancanza del sonno e la navigazione.
Quando si pedala di notte e su strade aperte al traffico, la priorità deve essere sempre data alla sicurezza e al rispetto del codice della strada che purtroppo in tanti ancora oggi non conoscono.
Non bisogna mai sottovalutare che in condizione di scarsa luce o buio completo la visibilità del ciclista diventa fondamentale, per non rischiare di non essere visti dalle auto. A molti, infatti, capita di vedere solo all’ultimo un ciclista durante la guida al tramonto o di notte, nonostante ci fosse l’illuminazione.”

L’equipaggiamento per pedalare in sicurezza di notte

“È fondamentale equipaggiarsi nel modo adeguato per le nostre uscite notturne: luci anteriori e posteriori, e gilet riflettente con catarifrangenti sulle parti in movimento e su pedali, ruote, scarpe. È molto importante anche ricordarsi sempre di utilizzare un abbigliamento chiaro, di fare sempre attenzione quando si svolta e di stare sempre dalla parte giusta della strada (a seconda del paese!).
Un altro dubbio è quello della scelta per vedere bene mentre pedaliamo, soprattutto quando ci si prepara a randonneè o gare Ultracycling che richiedono tante ore in sella.
Negli ultimi anni si è fatto un enorme passo in avanti per quanto riguarda le luci anteriori, con una illuminazione tale da farci credere sia giorno.
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Oggi ci sono moltissime luci, alcune anche con batterie che ci permettono di coprire una notte intera senza avere il pensiero della durata.
Nei miei primi anni, ricordo il piccolo faretto posizionato sul manubrio che a malapena riusciva a illuminare la ruota anteriore.
Alla Northcape4000 il mio setup prevedeva una ruota con mozzo dinamo che alimentava una luce anteriore e, tramite un adattatore, venivano anche ricaricati i dispositivi elettronici come cellulare, GoPro e navigatore (essenziale!).”